In viaggio, o verso nessun luogo

di Dora Kotai

In viaggio, o verso nessun luogo

Se devo indentificare un luogo che per me é particolare, dove per qualche strano motivo mi piace essere , allora sceglierei i luoghi legati al transito. Aeroporti, stazioni, treni, autostrade, forse anche in macchina. Ho 28 anni e non guido la macchina. Da quando ho 10 anni uso frequentemente, i mezzi pubblici, da sola. Ho passato parecchio tempo in transito, sui treni, aeroplani e stazioni, in viaggio, su terre di nessuno. Pensandoci un po’… perché questi luoghi sono cosí particolari per me? Credo perché sono strettamente legati a cambiamenti importanti, radicali, non sempre piacevoli, delle volte anche drastici; sono legati ad amori, a scoperte, a riflessioni anche a grandi emozioni. L’importanza del luogo di paretenza e d’arrivo si perde rispetto all’importanza del viaggio.

Quello che del treno é forse piú eccitante per me, é guardare dal finestrino il paesaggio, vedere come gli alberi, l’erba,  le case o gli oggeti corrono velocissimamente davanti ai miei occhi, dove ogni cosa dura soltanto per il  frammento di un secondo e poi passa, dove ció che é costante é il continuo movimento. Ho spesso provato la sensazione di non aspettare l’arrivo, non vorrei subito arrivare, mi voglio godere il momento di essere tra due luoghi, in un flusso di tempo e spazio,  sentire il flusso di pensieri, e i sentimenti. Quelli che mi acompagnano lungo i miei trasferimenti.

Tranne che nei casi in cui sono particolarmente agitata, sul treno mi addormento prestissimo.

Nei viaggi quotidiani, andando a Cesena, sono capace di addormentarmi anche per quei 15 minuti di viaggio, perché i leggeri movimenti del treno mi dondolano, come se fossi in una culla.

Salire sul treno e viaggiare centinaia di chilometri, attraversare regioni e paesi interi, vedere come cambia il paesaggio da un punto all’altro, vedere le case in cima alle montagne, i campi di grano, o in certi momenti dell’anno i campi di girasole, i papaveri sparsi nelle campagne, le periferie nel tramonto nei dintorni di Napoli, arrivare Venezia di notte sull’acqua, o attraversare Philadelfia ascoltando la canzone di Bruce Springsteen, osservare come cambia Budapest dalla periferia al centro.

Sentirsi finalmente bene in un posto, dove non si ha bisongo di radici, dove le immagini con i pensieri e sentimenti creano un mondo non legato ai posti fissi…..dove non ha importanza l’obbiettivo, c’é solo il viaggio.

Credo che in qualche maniera, sotto certi aspetti, in queste righe, anzi tra le righe, si nasconda in modo grossolano ma essenziale anche la mia vita. Anche se tutti voi potete pensare che é ancora breve e ha tanta strada da fare. ( Io qui vorrei speificare due cose: 1. Gli anni passati andrebberó valutati in base alla qualitá, non ala quantitá. 2. Credo che nessuno di voi/noi sappia chi, quando e quanta strada ha ancora da fare. )

Essere sul treno é l’unico luogo che mi permette di godere, per tempi molto brevi, della mancanza di radici,che, per tutto il resto é fonte di sofferenza.

Essere sul treno é l’unico luogo dove vivo bene il non avere mete o non dargli importanza. L’importanza dell’arrivo svanisce nel nulla, come svanisce l’importanza di ogni mio progetto nel momento in cui lo porto a termine, di ogni desiderio che realizzo.

Dora Kotai

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