Due abruzzesi sull’orlo di una crisi di nervi

Cristina Iriarte e Mirta Suarez

Venerdì 19 marzo 2010 ore 17
Vado a casa di Mirta per proporle un invito mezzo pazzo; dopo  una piacevole chiacchierata e una confortante infusione ai frutti del bosco, le chiedo se  domani viene con me  a Rimini a fare un laboratorio di scrittura autobiografica, partenza a mezzogiorno. La mia amica, che conosco molto bene ed è tanto vivace e curiosa quanto me, mi dice subito … Si!
Sabato 20 marzo 2010 .Ore 12:38
Giornata quasi perfetta,  partiamo da Alba Adriatica alle 12:38, direzione Rimini con arrivo preciso alle 15:50, la nostra amica Maria Ines,  complice in questa avventura, ci aspetta alla stazione; Prima di arrivare alla sede  del laboratorio, il primo imprevisto .Maria Ines fa  l’apripista e parla animatamente con Mirta che la segue, ed io dietro, scatto  fotografie e cerco di richiamare la loro attenzione. Loro si girano nel mentre che io  inciampo nel marciapiede e cado in ginocchio; mi  rialzo  immediatamente con l’aiuto delle mie compagne e ridiamo allegramente  in mezzo della strada.
Tutto sommato, il primo giorno è stato positivo, abbiamo conosciuto delle nuove persone, l’insegnante mi ha fatto una buona impressione, e il corso mi è piaciuto molto. Ho pensato che era quella la mia strada, l’inizio di un cammino verso un emozionante traguardo, che aspettava lì da tanto tempo.
Ore 19:30 Stazione Rimini. Ritorno . Io ho preso i biglietti per l’ Eurostar , che costano molto di più degli altri, ma Mirta, per risparmiare,  mi chiede di cambiarli con altri più economici. La sua proposta  non mi piace tanto, perché manca poco  alla partenza e la biglietteria è piena zeppa … A malincuore accetto il cambio, però dentro di me sono sull’ orlo di una crisi di nervi: guardo l’orologio, l’ora della partenza è quasi arrivata e la mia amica continua a discutere  con il bigliettaio . All’ improvviso  la voce di Maria Ines : -Il treno è arrivato.- Subito inizia la corsa, e l’ urlo a Mirta:-Corri ,sbrigati, il treno parte!,  La corsa velocissima verso il binario  è vana… il treno è già partito. Mi volto confusa e vedo   Mirta che corre alla biglietteria per cambiare il biglietto per la seconda volta. A quel punto, sento la voce di un ragazzo che ha visto questa buffa scena e mi dice che fra 10’ parte un altro treno e si offre di farci da guida. Subito urlo a Maria Ines  di fermare  Mirta, di dirle di tornare al binario n°2 perché un altro treno  sta per partire. Ed ecco un’altra corsa: Mirta  avanti  ,  dietro M. Ines che urla, e poi io: sembrava un film di Toto.
 Ci siamo, sedute comodamente sul treno, ridiamo di gusto e finalmente  arriviamo a casa.
Questa non è la fine della storia ma solo l’inizio del susseguirsi di tanti sbagli e di tanto ridere fino a piangere e  ad avere male allo stomaco.
Per  citare solo alcuni dei tanti episodi: sbagliare il  treno, oltrepassare  Rimini e finire a Cesena ;rendermi  conto che ho lasciato la mia cartella nella biglietteria nel preciso istante in cui si aprono le porte del treno; perdere il treno a Rimini e dovere aspettare due ore e mezza per il successivo; pregare in ginocchio il controllore per ritardare la partenza del treno perché Mirta sta attraversando in modo rilassato il sottopassaggio della stazione.
Tutto questo non è stato invano, anzi:  abbiamo finito il corso,abbiamo conosciuto della bella gente, ci siamo arricchite , ci siamo confrontate con noi stesse,abbiamo trovato una strada per  fare un percorso pieno di sorprese.

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