Parlando al destino

di Mirela Cimpoesu
                                     PARLANDO AL DESTINO

                                                                                                                                                                                           …,oggi…Anzi…domani…
                                                        A te, cosi sconosciuto…

   Ciao. Sono sempre io…
  Ho conosciuto i tuoi nomi ancora prima che la luce mi accecasse quando gli occhi mi si sono aperti per la prima volta. Li ho sentiti gridare dalla bocca di mia madre ed è cosi che, prima di respirare da sola, ho incominciato a chiamarti. Oggi non ti rimprovero più. Non ti chiedo più nemmeno se hai solo fatto finta di non sentirmi quando ho gridato i tuoi nomi, né se ho disturbato la tua calma eternità quando li ho urlati. Forse non ho mai appreso i tuoi veri nomi anche se…
Oggi le stagioni hanno finito di portare nella mia anima la calma della saggezza. Oggi non grido e non urlo più. Oggi  non chiedo più mille risposte. Oggi scrivo. Ti scrivo oggi perche domani dobbiamo incontrarci.
Domani mi stenderò, chiuderò gli occhi e ti ascolterò. Domani ti sentirò perché domani il mio Dio mi farà diventare parte di te.
Ricordo dei versi…L’ennesima lacrima dell’esistenza li ha presi da un libro per scriverli in uno dei pochissimi angoli liberi della mia anima. Questi versi dicono:”Io non uccido con la mia mente \i misteri che incontro davanti a me: \negli occhi, sui fiori, sulle labbra o nelle tombe.” Tramite loro ho imparato, attraverso gli anni, parte dei tuoi nomi. Ti ho sentito nel bisbiglio degli uomini e degli alberi, nel calore di una parola e nella freddezza di un altra, nel respiro dell’erba in primavera e nel lamento del vento in inverno. Ti ho visto nella luce dell’acqua, dello specchio e dell’occhio. Ti ho guardato il viso impaurito ma coraggioso in primavera, ti ho guardato nelle piogge d’estate, la mia pelle ti ha sentito nella freschezza delle foglie autunnali e i miei capelli hanno ricevuto il tuo regalo d’inverno. Ti ho incontrato nel bacio dell’innamorato, nella disperazione dell’uccello abbattuto, nella sofferenza delle madri e nel  pianto dei neonati. Ti ho incontrato tante volte eppure…
Ho imparato che seguivo i tuoi passi solo quando, nel settimo giorno, sedendomi per riposare, ho incontrato la mia anima, Oh,si! L’ho guardata. C’erano lì tutti i tuoi nomi, tranne uno. Vi era anche scritto che domani era già arrivato. Vi ho guardato di nuovo, ho riletto e ho capito. Si…Era già domani e sentivo tanto l’odore della terra mentre nel solo angolo libero della mia anima, la nostalgia scriveva l’ultimo dei tuoi nomi.
   In questo domani ti ringrazio di avermi ascoltato e di avermi parlato. Ti ringrazio di avermi detto il tuo vero nome: Destino. Non rispondermi perché  oggi è già domani, perché ci siamo già incontrati, perché mi sei già conosciuto.
 
Al più fedele amico  che non ho mai scelto.

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