I miei oggetti

Premessa

Pubblico questo testo toccante con l’augurio a Pollicina di ritrovare la strada, come il protagonista della fiaba, le auguro di ritrovarsi, ritrovare le radici e la forza e la bellezza dentro di sè-

Pollicina siamo noi: ognuna/o di noi si è persa o si perde in certi momenti; quello che ci permette di superare l’angoscia, il dolore, la solitudine è il calore di una presenza e di un rapporto.

di Pollicina

Ho un infinitá di oggetti e in realtá non ho nulla. Ho con gli oggetti lo stesso rapporto che ho con i luoghi;rispetto a entrambi non ritengo importante niente in modo particolare. Se guardo intorno a me, nei posti dove vivo e ho vissuto, ci sono enormi quantitá di oggetti accumulati e conservati senza che essi avessero significato alcuno. Vestiti, scarpe, ciabatte, calzini e mutande ancora con il cartellino, borse, libri, bijoux, cartoline, bigliettini di auguri e da visita, cere e candele, soprammobili, agende, appunti, rossetti e pinzette per capelli, penne e scatole di aluminio.
 Dietro gli sportelli, cibo accumulato per chissà quali tempi: pasta, maionese, polveri per fare le creme, cioccolatini e caramelle, caffé, biscotti e fette biscottate, bevande a lunga scadenza, tovagliolini, detersivi per bianchi e colorati, sgrassatori, panni e stracci. Oggetti che diventano scadenti – in tutti sensi – prima che io li abbia toccati, ma che devo avere sempre di scorta. E se mi chiedete , come succede delle volte, – perché?..
–  Per tempi di guerra.
– Ma quale guerra, scema?!
– Per quelle mondiali.
– Cara, le guerre sono finite!!
– Per le guerre che si svolgono dentro di me. Non sono ancora finite. Le pulsioni di morte e di vita si incontrano periodicamente a fare battaglie, – forse cosí direbbero gli psicoanalisti. Improvvisamente  il senso della vita si perde in un attimo, viene risucchiato nel nulla, e bisonga mettersi disperetamente a cercarlo, ritrovarlo, perché inizia a mancare l’aria.
– E che cosa c’entrano le borse, la pasta e gli appunti accumulati  e sparsi da tutte le parti?
– Sono le mie barriere puramente simboliche. Solo ora l’ho capito, quando ho iniziato a pensare ai miei ogetti. La loro unica funzione e il loro unico significato sono simbolici. Sono la barriera di un albero che non ha radici profonde ed il primo vento forte lo tormenta. Sono simboli della paura di quelle guerre che ancora non sono finite.

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