I fiocchi bianchi

di Mirela Gostima

Da bambina avevo i capelli lunghi castani ondulati, invece mia sorella era bionda con  gli occhi azzurri e tutti la chiamavano bambola. La mamma di solito a me quasi sempre passava i vestiti della mia sorella invece a lei li comprava nuovi. La mia gioia era quando veniva la nonna materna perchè sempre mi portava qualcosa di nuovo solo per me e niente per mia sorella… Nel mio paese c’è una festa pagana che si chiama “dita e veres” che vuol dire “il primo giorno della primavera”, tipica della mia città, Elbasan, dove sono nata. Come tradizione tutti, quel giorno, 14 Marzo, festeggiano e si riversano fuori di casa, per le strade della città addobbate per l’occasione. La gente si veste con i vestiti nuovi, comprati apposta per quel giorno, e noi ragazzine ci vestivamo con i nosstri abiti più belli.
La mia nonna, come sempre, anche questa volta, mi aveva portato un vestito rosso bordò con i puntini bianchi: ero felicissima. Insieme con le amiche della mia sorella, quel giorno, siamo andate in città. Il mio babbo mi aveva dato 10 lek (che erano quasi 1 € di adesso) con cui potevo comprare un bollokume, un dolce tipico di questa festa.
Noi  bambine andavamo per le strade della città, festeggiando insieme a tutti gli altri. Erano presenti diversi piccoli venditori ambulanti, che vendevano le loro merci e noi ogni tanto buttavamo gli occhi per vedere se trovavamo qualcosa di interessante.
Io mi fermo davanti ad una bancarella, attratta da una bambola con i capelli acconciati in due trecce legate con due fiocchi bianchi di seta: chiedo alla signora il prezzo, ma solo dei due fiocchi bianchi; lei, tutta sorridente, mi dice che vende tutta la bambola e non solo i fiocchi; però io punto i piedi, sono irremovibile, dico che volevo comprare solo i fiocchi bianchi e metto davanti a lei i 10 lek; in quell’istante lei slega i fiocchi alla bambola e viene da me, mi aggiusta i capelli in due codini e… me li lega con i due fiocchi bianchi. Poi mi prende la faccia con le sue mani e dice: “Sei più bella della mia bambola”. Raggiungo le mie amiche scuotendo la testa per farmi notare e loro rimangono sorprese…Ricordo che anche loro erano in cerca di nastri, ma io insistevo a dire che non ce n’erano altri in vendita: infatti non hanno più trovato niente. Io ero felice perché per la prima volta avevo comprato qualcosa di nuovo che mi piaceva così tanto.
I due fiocchi di seta li conservo ancora… chissà se mi serviranno…

 

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