il primo maggio 1986

di Nina Radchenko

Con la mia famiglia abitavamo in un piccolo appartamento. Eravamo in cinque: mio marito Boris, io e i nostri figli Olga, Inna e Vladimir. La nostra abitazione era composta da una camera, un cucinotto e il bagno. L’appartamento si trovava al quinto e ultimo piano di un grande palazzo dove abitavano altre famiglie meno numerose della nostra.
All’epoca mia figlia Olga aveva nove anni , Inna ne aveva quattro e il fratello due anni e mezzo.
Si possono capire le difficoltà di tenere i bambini dentro un appartamento così piccolo e allora, appena possibile cercavo di mandarli a giocare fuori.
Quel 1° maggio, mio marito doveva partecipare ad un manifestazione di lavoratori per la festa del Primo Maggio. Io colsi l’occasione per accompagnare i bambini a fare una passeggiata nel piccolo giardinetto del quartiere.
Era una mattinata splendida, soleggiata e abbastanza calda. Durante la notte era piovuto e la mattinata si presentava fresca. Sui rami di alcuni alberi si vedevano spuntare le prime gemme e alcuni erano già fioriti. I bambini corsero a giocare nella piccola radura. L’erba era ancora umida di rugiada che luccicava ai raggi del sole. I fiori di tarassaco si affacciavano come sorrisi fra l’erba della radura verde. I bambini raccolsero i fiori per fare le corone. Il giardinetto verdeggiava sotto il sole primaverile.
Dopo pranzo, siamo usciti di nuovo anche con il babbo e ci siamo recati al parco pubblico della città, dove i figli potevano correre, andare in bicicletta e sulle giostre. Tutti insieme siamo saliti sulla ruota panoramica. Da quella altezza, almeno 10 metri, il nostro sguardo abbracciava la bellezza del paesaggio intorno a noi immerso nel verde, un lago meraviglioso, il rigoglio della natura. Mi sembra di rivedere questa scena come allora!
Abbiamo scattato tante foto. Come erano contenti i nostri figli! Ci siamo divertiti tanto tutto il giorno, Quando siamo rientrati a casa eravamo molto stanchi ma molto felici.
Qualche giorno dopo il governo ci comunica una notizia tremenda: – il 26 aprile è esplosa una centrale nucleare a Cernobil.-
Allora, quel primo maggio la natura era già avvelenata di sostanze radioattive, tutto già emanava radioattività! La pioggia, gli alberi, l’aria che abbiamo respirato, le gocce della rugiada sull’erba, i fiori e le foglie che abbiamo toccato.
La mia anima è stata presa dall’ansia per il futuro dei miei figli, di tutti i bambini. Sono cresciute in noi l’angoscia e una gran paura. Siamo stati presi dalla disperazione, ci siamo sentiti indifesi.
Poi tutto è precipitato…il dissesto dell’Unione Sovietica prendeva inizio in quei giorni.

Dal laboratorio del 2010

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