Donne che prendono la parola, donne che non hanno paura dei richiedenti asilo

in un momento in cui Salvini a nome del governo e del popolo italiano chiude i porti con un’azione aberrante rispetto al diritto umano, all’etica, alla costituzione italiana, noi di Vite in transito diciamo: Non in mio nome e pubblichiamo una lettera che 21 donne viserbesi hanno inviato alla stampa di Rimini, lasciate il vostro commento e diffondetela, grazie Mariolina Tentoni

 

Io non ho paura
Siamo un gruppo di donne, autoctone, residenti a Viserba, alcune dalla nascita, altre da decenni e vogliamo far sentire la nostra voce rispetto al tema della presenza di immigrati e richiedenti asilo sul territorio di questo angolo di terra. Sono anni che qualcuno parla anche a nostro nome per lamentare problemi di sicurezza e di degrado dovuti alle malefatte degli immigrati, sono anni che si dice che le donne non possono uscire di sera, perché si sentono in pericolo. Adesso che ci sono i richiedenti asilo africani, che c’è l’uomo nero, le proteste sono più forti per ottenere che siano evacuati e spostati. La fabbrica della paura lavora a pieno ritmo manovrata da forze politiche che in questo modo ottengono consenso e voti. Noi donne diciamo chiaro e forte: non in nostro nome. Noi viviamo qui la nostra vita quotidiana di sempre; passeggiamo in queste vie, sulla spiaggia, all’imbrunire, usciamo di sera, torniamo a casa e nessun ragazzo africano ci ha mai molestato; anzi, interagiscono con noi in modo rispettoso e gentile e chi abita proprio nella zona incriminata ne ha ricevuto un aiuto in caso di bisogno. Non tolleriamo quindi di essere usate da chi in modo strumentale si erge a nostro paladino- peraltro non necessario e non richiesto- per giustificare la propria xenofobia e il proprio razzismo e per diffonderlo. Certo, viviamo tutte e tutti la crisi economica che è anche crisi politica, sociale, culturale e morale, ma non possiamo trovare negli ultimi arrivati il capro espiatorio dei nostri problemi. Certo, le migrazioni comportano problemi, ma portano anche risorse, prima di tutto a livello demografico. Certo, la coesistenza delle differenze culturali comporta delle difficoltà e dei conflitti, che si possono però affrontare e risolvere con il dialogo, con la conoscenza, con la mediazione. Chiarito che i problemi di convivenza e di vicinato ci sono anche tra viserbesi doc, problemi dovuti, per esempio, a inquinamento acustico: musica a volume troppo alto, urli e litigi nelle coppie e nelle famiglie, cani che in coro abbaiano a tutte le ore del giorno e della notte.
Sta agli enti competenti, prefettura e ufficio di igiene, controllare che i proprietari di alberghi e le cooperative che gestiscono l’accoglienza degli richiedenti asilo e che prendono i soldi della comunità europea (35€ al giorno a persona, di cui solo 2,50 vanno al richiedente asilo ) ottemperino gli obblighi a cui sono tenuti per favorire l’integrazione: corsi di lingua e cultura italiana, corsi di formazione, assistenza medica e legale. I richiedenti asilo non possono essere usati come fonte di lucro.
Se usciamo dalla logica della paura, del pregiudizio, dell’egoismo, ognuno e ognuna di noi può dare il proprio contributo per favorire l’integrazione e la convivenza delle differenze, e questo può arricchire la nostra umanità.
Lettera sottoscritta da :
Simona Frisoni, Camilla Pacassoni, Rosanna Plebiscito, Carolina Marinelli, Lorena Denicolò, Sara Frisoni, Mery Denicolò, Mariolina Tentoni, Liuba Picini,Federica Soglia, Chiara Bertoli, Alessia Ghilardi, Laura Casadei, Rosella Rossi, Renata Tentoni, Sara Soglia, LetiziaNeri, Manuela Bernardi, Elisabetta Biondelli, Giuseppina Ceccarelli, Chiara Grassi.

Annunci
Comments
10 Responses to “Donne che prendono la parola, donne che non hanno paura dei richiedenti asilo”
  1. Eleonora Mazza ha detto:

    Sottoscrivo tutto, spero che questo piccolo contributo possa aggiungersi a tanti altri e divenire una grande forza contraria a questa ondata di razzismo e xenofobia dilagante. Eleonora Mazza

  2. paolo e anna ha detto:

    condividiamo: non in nostro nome. anna e paolo

    • Emanuela Brigliadori ha detto:

      Sottoscrivo tutto e aggiungo che qualsiasi straniero venga in Italia ha sicuramente il dovere di rispettare la legge, la civiltà e le usanze di questo paese, esattamente come ciascun cittadino italiano dovrebbe fare e sovente non fa. La buona educazione, il rispetto della libertà e della sacralità di ogni essere umano, di qualunque razza e colore sia, è innanzitutto un dovere civile, umano.
      No, non in mio nome Salvini!

  3. Laura ha detto:

    Grazie di questo documento limpido e forte! Una piccola storia: A.K. africano poco più che ventenne, turbato, mi ha detto “sul bus c’era una signora anziana carica di borse, scendendo ho cercato di aiutarla, mi ha mandato via, perché? gli anziani si devono sempre aiutare! che cosa devo fare?”.
    non nel mio nome, Laura

    • vite in transito ha detto:

      grazie Laura, la piccola storia di ordinaria follia e ordinario razzismo mi commuove, mi rattrista e mi , ci impegna a essere lucide e ad affermare praticare i valori umani e civili in cui crediamo mariolina

  4. giovanna filppini ha detto:

    Brave,bene! Sono con voi.Giovanna filippini

  5. giovanna filppini ha detto:

    Brave,bene! Sono con voi

  6. Fabrizio ha detto:

    Brave…. Completamente d’accordo con voi….

  7. Paolo Ceccarelli ha detto:

    Abbiamo figli che vivono in altre parti del pianeta,vorrei che fossero accolti come cittadini del Mondo.Benvenuti a tutti Voi .Paolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: