Nutrire la vita al tempo del corona virus

di Mariolina Tentoni

Siamo tutti giustamente preoccupati per la diffusione del corona virus. La diffusione è un dato di realtà, come è un dato di realtà la difficoltà degli ospedali di rispondere all’emergenza che si è creata. Questo dell’insufficienza delle strutture sanitarie, nonostante il prodigarsi del personale ospedaliero, è il problema più grande, che deve motivarci ad assumere un comportamento responsabile e a rispettare le regole date per contenere il contagio. Non è la peste, non c’è pericolo di morte (i morti sono persone molto anziane -età media 82 anni- morte, perchè questo virus ha aggravato una condizione di salute già molto compromessa. Solo per questo virus non si muore; sappiamo che provoca un’influenza, che può portare alla polmonite e al ricovero ospedialiero nel 50% dei casi, ma nell’altro 50% chi è positivo al test  si cura a casa o semplicemente sta due settimane in quarantena a casa, come misura precauzionale. Sappiamo tutto questo ma, nonostante ciò, si sono risvegliate in noi angosce e paure ataviche anche a causa di una informazione allarmistica e fortemente ansiogena. Abbiamo inscritta nel nostro cervello l’esperienza delle pestilenze del passato e reagiamo di conseguenza.

Scopriamo la nostra fragilità, e l’ansia conseguente, la paura dell’altro, deprimono le difese e la nostra energia vitale, di cui oggi avremmo ancor più bisogno.

Abbiamo bisogno di nutrire la vita con la cura.

Cura di noi stessi con tante piccole grandi pratiche. Vivere momenti di silenzio, riflessione, meditazione; buoni libri, buona musica. Riscoprire la nostra creatività e manualità; coltivare qualcosa di bello, regalarsi una pianta fiorita.

Cura degli altri, rispettando le regole da una parte e dall’altra curando le relazioni e le amicizie; non condannarsi all’isolamento, sentire e vedere amici e amiche, parenti a piccole dosi, con le attenzioni del caso.

Cura del mondo: mantenere il rapporto con la natura, passeggiare in spazi aperti in riva al mare, godere della bellezza dei fiori e di un tramonto; una bellezza anche questa fragile ed effimera, di cui prendersi cura.

Un suggerimento di lettura: Elena Pulcini Cura del mondo. Paura e responsabilità nell’età globale.Bollati Boringhieri

E’ un invito a operare un cambiamento; uscire dall’individualismo e dall’economicismo; operare un cambiamento culturale, cambiare l’economia e la politica che deve porsi in un’ottica globale ma nel rispetto della dignità delle persone e nella valorizzazione delle risorse dei territori.

Ognuna e ognuno di noi si prenda la responsabilità. Se vuoi cambiare il mondo cambia te stesso; non basta, ma cominciamo di qui.

 

 

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