il pianto e il riso

C’è una canzone di Fabrizio de Andrè che recita:

e se ci hai regalato il pianto ed il riso,

noi qui sulla terra non lo abbiamo diviso

Certo non abbiamo condiviso i beni comuni, anzi abbiamo saccheggiato le risorse della terra, abbiamo sperperato il bene della solidarietà e della fiducia.

Ne consegue che anche le emozioni, il pianto e il riso non li abbiamo condivisi.

In questo momento è un virus che mette a nudo le storture del nostro sviluppo e del nostro modo di vivere e le nostre storture: cecità, egoismi, individualismi.

Il virus semina malattia e morte, devasta il nostro vivere.

Limitazioni della nostra libertà: siamo confinati nelle nostre case e controllati nei nostri movimenti..

Lo dobbiamo accettare, siamo responsabili e rispettiamo le regole, stiamo a casa,  rispettiamo le distanze, ma adesso lo sappiamo quanto è triste

stare lontano un metro

I prezzi sono pesantissimi: solitudine, angosce, sofferenza.

Ci riscopriamo fragili e inadeguati a reggere questo carico di ansia, paura, dolore.

E il dolore può essere lenito solo dalla condivisione, non a caso le società nel passato hanno elaborato dei riti per condividere il pianto.

Certo sappiamo che questo è un transito, ci diciamo per farci coraggio che passerà,  che non c’è solo morte, che può essere un’occasione  per imparare, che ci sarà un nuovo inizio. Certo, lo speriamo. Ma adesso c’è il pianto,  e dobbiamo imparare a far posto alle emozioni, a starci, a  metterle in parole, a comunicarle. Adesso avremmo bisogno di condividere le nostre emozioni.  Viviamo un paradosso: l’altro che evitiamo perchè fonte di pericolo di contagio è l’altro di cui abbiamo bisogno per comunicare.

Allora stiamo a casa, stiamo a distanza, ma stabiliamo una rete di solidarietà per ascoltarci al telefono; la cosa più preziosa che abbiamo sono i legami, coltiviamoli, ci aiuterà a stare meglio e a far fiorire le nostre solitudini

Senza dimenticarci di sorridere, ai fiori, al sole che tramonta, alla luna che sorge, agli alberi, alla vita, all’altro. Condividiamo anche il sorriso.

I

 

E

 

Comments
2 Responses to “il pianto e il riso”
  1. borgiafrancesca@libero.it ha detto:

    Ciao. Grazie per il tuo scritto. Condividere è la cosa migliore, ma abbiamo linguaggi e modi diversi. Noto con molto disappunto che alcuni usano questo brutto periodo per rifarsi con parole e insulti e comandi delle loro  lacune. Buonanotte

    • vite in transito ha detto:

      cara Francesca, grazie di aver condiviso il tuo disappunto. scrivendo un commento. Sì, certo, ci sono persone poco rispettose che usano un linguaggio violento, ma la risposta migliore forse è quella che consiglia Virgilio a Dante: “Non ti curar di lor ma guarda e passa.” Ignorarli. Usiamo la nostra energia per coltivare le relazioni buone per fare le cose che ci fanno star meglio anche in questo brutto periodo in cui siamo recluse. teniamoci per mano

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