Le donne che ci piacciono

di Mariolina Tentoni

Domenica, 13 febbraio 2011, c’è stata a Rimini, come in moltissime altre città italiane e in 28 grandi città  in vari paesi del mondo, una bella e  affollata manifestazione organizzata dalle donne per affermare una cultura basata sulla dignità, sul rispetto, sui diritti e sulla responsabilità e per fermare il degrado della politica, della cultura, dell’etica che ci viene proposto e imposto quotidianamente dalla televisione e dai comportamenti di chi ha potere e chi ha visibilità.  Una manifestazione per la dignità delle donne e delle persone, della nazione; una manifestazione che ha fatto uscire dalle case e fatto incontrare donne soprattutto, ma anche uomini, di diverse età, esperienze e di diversa formazione e collocazione sociale; donne  conosciute e sconosciute, che dicevano NO allo scambio di denaro, sesso, potere, praticato costantemente da un presidente del consiglio, che riduce tutto a mercato: corpi di donne, incarichi prestigiosi,  cariche, posti in parlamento, voti; che usa la menzogna e la mistificazione sistematicamente, che svilisce le istituzioni e l’Italia; che si comporta come un sultano, un tiranno, un re assoluto che si sottrae alla legge e a qualsiasi regola e limite. Un  vecchio impotente ossessionato dalla paura della morte, che  si circonda di una corte di serve e servi che si fanno usare da lui e lo usano per ricavarne privilegi, denaro e incarichi; un re Ubu che usa lo stato come proprietà privata, e crea un sistema di potere e interessi che sta smantellando la costituzione; un sistema che smantella la tutela del lavoro, la scuola, il diritto al lavoro, alla casa, alla salute, all’ambiente, ma sta anche minando gravemente ogni cultura della legalità e della responsabilità, ogni cultura della solidarietà e della convivenza.
Noi che ci adoperiamo per costruire delle relazioni ospitali e solidali tra culture diverse eravamo presenti in piazza per difendere la nostra dignità di cittadine e nello stesso tempo la dignità delle nostre amiche venute da lontano; la dignità delle donne e degli uomini  migranti, continuamente offesa e calpestata dalle politiche sociali ed economiche di questo governo. Le nostre amiche sono più esposte di noi autoctone alla crisi economica,  ai problemi della casa, del lavoro, sono esposte  al razzismo  nato dall’ignoranza e dalla paura alimentata dai media e dal governo.
 Mi fa molto piacere che domenica alla manifestazione ci fossero oltre a Fulvia  e Francesca,  anche alcune amiche che hanno partecipato ai nostri laboratori, Mirtha, Nara, Rosanna ma forse anche altre in mezzo alla folla, che io non ho visto. Condividiamo lo stesso desiderio di cambiamento e lo stesso senso di responsabilità.  Incontrarsi è sempre un piacere e questa piazza piena scaldava il cuore; Nara, che avevo sentito il giorno prima assillata dai problemi quotidiani e un po’ avvilita, era sorridente e luminosa come Mirtha e come tante altre.
A Rimini le organizzatrici avevano proposto che ognuna  portasse una foto di una donna significativa; così, sotto lo striscione  LE DONNE CHE CI PIACCIONO, c’era  una mostra di  foto, di volti di donne del passato e del presente, premi nobel, scrittrici, scienziate, magistrate, giuriste, ma anche insegnanti, donne che hanno fatto politica, e donne comuni. Mi ha commosso che l’ANPI avesse portato uno striscione dedicato a  Iris Versari, una giovanissima ragazza di Cesena, impiccata a 19 anni perchè partigiana, e l’intervento più toccante e più applaudito è stato quello è di una vecchia partigiana; le  ragazze ventenni presenti nella piazza stringono idealmente la mano alle donne che hanno fatto l’Italia e che hanno lottato per la libertà, la giustizia, l’uguaglianza:  sta a noi non lasciare che questo patrimonio vada disperso. Bene, io ho portato idealmente la foto di Mirela, di Neuma, di Mirtha, di Nara e delle altre amiche, che ho incontrato in questi anni durante i laboratori di scrittura autobiografica: sono queste le donne che mi piacciono, che sono per me, per noi, significative. Insieme possiamo costruire un’Italia migliore.

foto di Daniele Leardini

Comments
2 Responses to “Le donne che ci piacciono”
  1. milvia ha detto:

    Un articolo molto bello, Mariolina, Hai toccato punti essenziali sia della situazione in cui si trova il paese, sia della bella e speriamo feconda manifestazione di domenica.
    Il re Ubu non molla, nonostante tutto. Ma ormai è l’ostinazione di un vecchio che pur non avendo più aria nei polmoni è così ostinatamente, follemente, egoisticamente attaccato alla vita (al potere, nel caso specifico) da rimanervi attaccato come una sanguisuga.
    E vedremo cosa succederà il 6 aprile.
    Segnalerò il tuo articolo nel mio nuovo post di domani.

    Un abbraccio

    Milvia

    • vite in transito ha detto:

      grazie cara Milvia, non credo che il re Ubu sia attaccato alla vita ma credo sia ossessianato dalla paura della morte e la sua ossessione del sesso ne è un sintomo. Certo è attaccato alla carica istituzionale perchè se si dimette va a finire in carcere. Mi rende felice che il collegio che lo giudicherà sia composto da 3 donne; qualcuno parla di nemesi storica. . Un abbraccio Mariolina

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